12/04/2020
Intervista al virus < Perchè sono venuto>

Sabato 11 aprile 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Scusi, signor Coronavirus, magari si crede un nuovo messia. Ma pentire di cosa?

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A parte il fatto che lei è un terrorista più che un benefattore, un assassino più che una autorità morale, quale sarebbe questo nostro peggio?

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MALATI GIA’ DA PRIMA Ecco la predica domenicale. Ma per tutto questo lei ammazza migliaia di persone, stermina i nostri anziani, fa milioni di disoccupati, riduce tanti alla povertà, cerca di farci tornare alle palafitte, ci precipita nella paura, prova a farci perdere tante conquiste ottenute col nostro lavoro e col nostro ingegno? Per tutto questo lei si comporta peggio di quelle guerre che dice di combattere? Per tutto questo lei minaccia il nostro progresso? E in cambio di cosa, di quale regresso?

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Lasci stare l’ultimo giorno, questa è la sua specializzazione. E lasci stare gli abbracci e le strette di mano, ipocrita è lei. Non è che è fra quelli che vorrebbero che si decrescesse invece di crescere, che ci si fermasse invece di andare avanti, che stessimo in una caverna sul Tibet invece che in una piazza?

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Certo, e per questo lei ci impedisce di passeggiare nelle nostre città, ci toglie il respiro fino alla morte, ci fa tanto male dicendo che è a fin di bene, ci inchioda a una stupida mascherina, ci costringe al supplizio della vita in isolamento, ci fa tanto danno col minimo sforzo. Davvero si vuole prendere gioco del mondo fino a questo punto?

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TRUCE ARROGANZA Ah, ecco, lei si atteggia a flagello divino, maestro di vita dando la morte. Ma il papa le ha detto come un demonio. Lei ce la vuole far pagare. Vuol dividere il nostro tempo in un e in un di lei. Ci costringe a una quarantena non solo fisica ma dello spirito e dei sentimenti. Gode nel vedere le nostre città vuote come gusci, i nostri bambini non correre nel vento, i nostri vecchi soli, i nostri cari morire non salutati da nessuno, i nostri ospedali come lazzaretti del dolore in cui si entra ma non si sa se si esce.

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Lei fa l’arrogante. Come se non fosse solo un pipistrello. Lei vuole uccidere anche la nostra democrazia, la nostra libertà di scelta. Ma le posso garantire che non ci rassegneremo alle sbarre, non vivremo più a distanza come se fosse una conquista, non ci controlleremo uno con l’altro, non eviteremo di baciarci, non andremo al supermercato marcandoci a zona, ci riprenderemo parchi e giardini, torneremo in vacanza. Non diventeremo peggiori per essere migliori come l’intende lei. Ci pensiamo, ma ci pensiamo noi.

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Vedremo. Ma non sentirci in colpa sarà il migliore vaccino contro di lei. Stia bene, anzi malissimo.