06/12/2020
La scuola come la Nutella sul pane

Sabato 14 novembre 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

Tipi da virus come un tempo si parlava di tipi da spiaggia: effetti collaterali della pandemia. Il dubbio con l’insegnamento a distanza si è sempre avuto. Dall’altra parte c’è qualcuno o no? Stanno attenti o i maledetti stanno a chattare su Telegram?  Dubbio atroce specie con quelle piattaforme sulle quali invece che volti ballano palline con le iniziali del nome. E se li interrogo, non avranno dietro un volontario su Wikipedia pronto a suggerire la risposta manco stessimo a <Chi vuol essere milionario>? O con tanto di occhi storti non staranno a sbirciare il libro fuori campo, come si dice, cioè non inquadrato?  O c’è qualcuno che come negli studi tv gli alza un cartello da leggere guardando in camera, insomma un <gobbo> a costo zero? Il fatto è che una professoressa del Salernitano doveva fidarsi dei suoi ragazzi non più di quanto Giulio Cesare avrebbe dovuto fidarsi di Bruto.

 NEANCHE CICERONE Lei insegna latino, una brutta bestia. E per non farsi infilzare come una trota, a due studentesse che devono risponderle chiede di bendarsi come i condannati alla fucilazione. Azione vergognosa e lesiva del benessere psicofisico dei minori, è stata la cosa più gentile che le hanno detto. Sembra di essere tornati all’Inquisizione, hanno scritto su Facebook, dove riportiamo il 99 per cento di ciò che facciamo. Manca solo che versino acqua sulla mascherina e siamo a Guantanamo dove annegano i prigionieri, ha ringhiato il presidente del movimento <Prima i cittadini>. Col preside che ha tentato di troncare, quietare e sopire come suggeriscono i gesuiti. Sarebbe stato tutto un gioco e le ragazze non sarebbero state obbligate, anzi si sapeva che erano tanto brave da aver preso 9. Ma siccome 9 in latino non lo prenderebbe neanche Cicerone, a qualcuno è spuntato il naso di Pinocchio. Tanto più che una delle due ha fatto sapere chiaro e tondo che non è stato bello restare al buio per 15 minuti, ci siamo sentite molto sotto pressione.

 Ma questa Dad, didattica a distanza, deve essere più indigesta della stessa scuola, un miracolo da far invidia a padre Pio. Scuola dove prima facevano di tutto per saltare qualche giorno e ora sembra più amata di una Nutella sul pane. Così a Bologna il prof accende il computer, si collega con la classe ma non ce ne sta uno sparato alla scrivania nella cameretta. Con i loro tablet sono davanti al portone del ginnasio. Dicono di voler dimostrare quanto gli manca la lezione in presenza. E così più distanziati di detenuti al 41bis si fanno otto ore lì, educazione fisica compresa. Racconta una che quando il giorno prima ha dovuto rispondere alla professoressa di scienze, si sentiva tanto sola fra quattro pareti da essere scoppiata in pianto. Diverso col tifo degli altri in diretta.  

 E delle sei persone al massimo in casa, ne vogliamo parlare? Nessuno ricorda se vale ancòra, comunicando Conte ogni giorno un Dpcm (Decreto presidente Consiglio dei ministri) opposto al precedente. Anzi non solo non più di sei, ma se il vicino di casa ne beccava un settimo in arrivo, avrebbe potuto guadagnarsi una medaglia al valor civile. Cellulare e segnalazione alla polizia locale. Da non definire né spiata né delazione, non sia mai. Ma insomma roba da condominio, dove è tanto il bene  che ci si vuole, che il minimo da aspettarsi è una coltellata. Tanto che il sindaco di un paese del Vercellese ha minacciato di multare più i segnalatori che i segnalati, essendo arrivate tante di quelle telefonate, da ritenere che nelle case ci fosse ovunque gente più assembrata della Curva Nord di uno stadio.

 RIMEDIO ALL’AMERICANA Forse la creatività è figlia della paura. Forse è figlia di un popolo che il Covid sarà purtroppo capace vigliaccamente di contagiare, ma non di mettere in riga. Vedi le proteste di bar e ristoranti per la chiusura alle 18, sono andati in piazza a mettere i piatti in tavola per chiedere di farli lavorare. Difficile dargli torto, avendo accettato di tutto per riaprire dopo la primavera nera, con tanto di spese annesse per quanto ristorate (lo dice la parola stessa) di bonifici a fondo perduto. Ma è bastato un Halloween a confermare che l’articolo uno della Costituzione della Repubblica è <fatta la legge trovato l’inganno>. Niente tavolini ma un’orgia di piatti da asporto da sembrare tutti a rischio di carestia non di terapia intensiva. E una festa collettiva quando non si sa neanche se si potrà fare il Natale.

 In America si sono sentiti dire da Trump di non farla troppo grossa con questa influenza di stagione, ma se l’America fa le cose sul serio, ti fa lo sbarco in Normandia. Così il loro affare del momento sono rifugi sotterranei contro il virus, con tanto di piscina, cinema e, ti pareva, poligono di tiro. Prezzi da un milione e mezzo a quattro milioni di euro. Scorte di acqua e cibo per un anno. Più che una americanata, sembra una istigazione al vaccino a prendersela comoda.