24/10/2020
L'Italia urlante col coltello accluso

Sabato 10 ottobre 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

In linguaggio popolare si parla di <pazzia dei cani>. Lasciamo stare il sabato sera, quando per i giovani che escono c’è sempre  una rissa in agguato. Un urto involontario, uno sguardo di troppo, una parola non compresa e può partire la coltellata. Non è moralismo da adulti, è cronaca viva (e non sempre) di queste settimane. E’ vero, alcol e droga come sballo, altrimenti che divertimento è? I più pericolosi i minorenni, quelli che scendono in battaglioni dal deserto delle periferie per andare al centro. Con una citazione particolare per le minorenni. Ma poi accendi la tv e non c’è serie non intrisa di violenza prima di andare a dormire. Violenza educativa e imitativa. Oppure ti becchi l’ospite che va fuori di testa per contratto, li invitano apposta perché facciano un po’ di casino così salgono gli ascolti. Che salgono davvero perché il pubblico che li fa salire non è più innocente degli specialisti nel trasformare tutto in una bettola dominata dal rutto.

 IL PEGGIO DI SE’ Vedi quell’ultimo campione di Mauro Corona in <Carta Bianca> della Berlinguer. Pagato 500 euro a puntata per sciorinare il suo repertorio di montanaro in difetto di doccia ma non di birra, visto che in una puntata si attaccò alla canna in diretta. Ora è vero che l’avevano chiamato più per far finire tutto in casciara che per conquistarci al silenzio delle sue Dolomiti. O al prodigio della natura nella quale si aggira di un selvatico che fa tanto ecologia. Ma poi quando litiga con la signora in tubino, qualcuno fa finta di indignarsi se la chiama <gallina> invece che madame. E lei lo redarguisce, gallina lo dice a chi vuole ma non si permetta di dirlo a me, in una atmosfera tipo la Bella e la Bestia. Lei che lo aveva già sospeso nelle ultime due puntate prima dell’estate e poi lo ha ripreso convinta evidentemente che dopo quella cacciata tornasse più sgradevole che mai. Pardon, gradevole.

 Ma non è solo l’orco delle nevi promosso a politologo se non a guida etica per il popolo bue. C’è lo Sgarbi che se non urla a tutti che sono capre non si capisce perché lo chiamino. Violazione delle regole d’ingaggio. Lui che al contrario dello scrittore dei boschi sarebbe perfetto solo con le sue appassionanti recensioni d’arte senza eccesso di decibel. Ma una lezione su Raffaello quanto deve essere noiosa per un pubblico che dà sempre il peggio di sé e fa ammosciare le audience. E così le Santanché sempre schiumanti di bile. E i Briatore, i Briatore. Il viveur perennemente abbronzato che ha sempre qualcosa da insegnarci col suo <Flavio pensiero> lui che è un esempio di successo e se facessero tutti come dice lui che bell’Italia sarebbe. E capisce di tutto dall’alto dei suoi Billionaire e delle sue pantofole di velluto da 5 mila euro. Dice su questo, dice su quest’altro. E la si finisca con questa invidia nazionale verso i ricchi come me ché potete diventarlo tutti se passate la vita fra Sardegna e Malindi. E basta con queste mascherine e poi mi prendo il Covid come un pollo ma fa parte del mio mito all’italiana.

 CATTIVI MAESTRI Stufo di mascherarsi è anche Salvini, e del distanziamento pure, detto in milanese rauco. Un <no-mask>, un me ne frego da uomini veri. In linea con i negazionisti puri e duri, che poi sono reazionari per i quali un vaccino è un’offesa alla loro super-intelligenza, se come tutti gli altri dico che la Terra è rotonda come si accorgono di me? E così cresce la tracotanza e l’intolleranza in un’atmosfera da bulli nella quale poi ti meravigli se il bullo lo incontri a ogni angolo. I bulli alla Trump, alla Bolsonaro, alla Johnson, alla Lukashenko contro questo virus da donnette. Trump che suggeriva di curarsi con iniezioni di candeggina. E che nel dibattitto televisivo prima dell’inglorioso ricovero dà del cretino all’avversario Biden il quale gli risponde dicendo che è un clown, in (im)puro stile anglosassone. Allora succede che un ufficiale della Guardia costiera sacrifichi la sua vita nel mare in tempesta per salvare la vita a un ragazzino il quale su Facebook gli scrive che è una <cazzata> dire che lo ha fatto per lui. E succede che un 19enne di Mondovì dia della <negra di m. e pure donna> a una con la quale aveva avuto un incidente stradale. E per non essere da meno il primario chirurgo di Varese che al paziente sotto anestesia totale dice <ma guardate se io devo operare questo froscio di m., sieropositivo del c.>.

 Va così nella rabbia collettiva in cui un avversario non è un avversario ma un bersaglio da riempire di fango. Dove il più mite è un prepotente che non dibatte ma dileggia. Va così quando nel calcio un giocatore superpagato se ne va a una festa e contagia tutta la squadra. Quando qualsiasi parola sensata è una debolezza da sfregiare. Quando quando quando. Quando alla prima occasione spunta come dal nulla una mazza da baseball, allora di cosa stiamo parlando? E vogliamo capire perché spunta?