21/12/2020
Natale senza Natale così ci vendichiamo

Sabato 19 dicembre 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

E noi non saremmo capaci di farci un Natale <senza>?  Natale senza tutte le cose del Natale? Facciamocelo per non dare, come si dice, soddisfazione al virus. Natale anzitutto con lo sciopero del rosso, così la finiscono di sbatterci in faccia questa zona. Niente babbi natali rossi, niente cappelli rossi col bon bon bianco, niente tovaglie rosse, niente bigliettini rossi con le scritte dorate, niente slip rossi (neanche come pre-Capodanno). Di rosso conserviamo solo le guanciotte se farà freddo, niente angurie rosse come il fuoco di quelli che per le feste fanno sempre i fuori stagione. Se Natale senza deve essere, che sia senza tutto ciò che finora era un obbligo, così imparano.

 LA FOLLA LA FAI TU Giuro che ci saremmo fatto anche un Natale senza strade affollate, così la finivano di dire quanta gente in giro. Ma poi ci danno l’incentivo del <cashback>, che vuol dire soldi indietro. A parte che dire soldi indietro da parte dello Stato è come credere che la Luna sia quadrata. Però per avere soldi indietro, non devi pagare con i soldi, ma con la carta di credito. Soprattutto non devi comprare on line, insomma da Amazon, ma andare al negozio dietro casa per aiutare i commercianti danneggiati dal Covid, i quali però non devono evadere come li sospettano se li paghi in contanti. E lasciamo stare il tono da caserma quando abbiamo dovuto scaricare l’applicazione che dava sempre errore. Ma dopo tutto questo ambaradan, che fai tu mosso dalla malferma volontà di far del bene alla patria e da quella molto più ferma di vederti rimborsare 150 euro?

 Fai che esci un po’ per il bene pubblico, un po’ per il bene privato, un po’ perché è Natale. Ma se esci tu, capita che escono anche quelli che creano affollamento. Quelli che l’affollamento è sempre degli altri, ma che indecenza, non se ne potevano restare a casa con tutto questo virus che circola? Così il cittadino non solo non sa precisamente di che colore è in quel momento perché non sa a quale Dpcm di Conte appartiene. Ma capisce che la buona idea dei 150 euro per sé e del mutuo soccorso per i commercianti non la ha avuta solo lui. E capisce di poter essere colpevole di assembramento a sua insaputa. A parte le contorsioni da acrobati del Circo Orfei per evitare incontri ravvicinati di primo tipo. E a parte la mascherina ché uno ti saluta e tu devi accendere gli occhi anche se non hai capito chi accidente è.

 Allora, con i piedi a panzerotto. Dopo tamponamenti e strisciate da responsabilità civile. Dopo le foto sui giornali che ti fanno passare per stragista e untore da terza ondata. Dopo la paura di aver beccato la gocciolina del contagiato asintomatico. Dopo code che neanche davanti a uno skilift. Dopo aver dribblato auto e moto manco fossi Maradona. Dopo essere stato infastidito dalla folla rispetto alla quale ti sentivi su una nuvoletta. Dopo non essere riuscito a comprare neanche un regalo perché l’idea dello stesso regalo lo avevano avuta anche gli altri ed era tutto un casino. Allora che fa il cittadino sedotto e abbandonato dallo Stato e in preda a una crisi di nervi? Allora che fa il cittadino che non sa più se è un buon cittadino o un indagato di pandemia dolosa e aggravata da futili motivi? Allora il cittadino decide il Natale senza.

 DIAMOCI ALL’ALGORITMO Facciamoci un Natale senza regali che non sai mai quale profumo usa Carmela e quale vino beve Vitino. Natale senza che <basta un pensiero>. Natale senza auguri ché devi stare le ore di testa sul cellulare e ti dimentichi di uno che poi dice, non siamo più niente. Natale senza alberi di Natale perché non si sa ancòra se il virus si attacca alle palline. Natale senza presepe perché mica i pastori hanno fatto il tampone. Natale senza mercatini perché la cretinata te la beccavi sempre e il giorno dopo la dovevi riciclare. Natale senza recite scolastiche con genitori e nonni accatastati in una fossa comune ma se non vai la bambina cosa deve dire. Natale senza Bianco Natale anche se non è più bianco per il surriscaldamento globale e Greta. Natale senza delocalizzazione alle Maldive, Natale senza sistemi rapidi per scappare dall’aria di Natale, vie di fuga per gli allergici ai jingle bells, resurrezioni per i martirizzati da Happy Xmas. Natale senza parenti che non sono i congiunti ma quelli che ti arrivano fra capo e collo solo per Natale.

 E Natale per ripicca senza cenone né capitone, che si chiama cenone perché se no che Natale è. E Natale senza il vero spirito natalizio che non lo trovi più neanche fra i bambini, che pensano solo a scartare i regali. Insomma vendichiamoci con un Natale con la panchina corta, con un Natale senza aggiungere un posto a tavola, con un Natale in cassa integrazione, con un Natale da decrescita così il governo impara. Natale più sabato del villaggio che Natale. Tanto se vai su Internet trovi tutto il Natale che vuoi. Natale con l’algoritmo così il virus lo freghiamo noi.