12/04/2021
Sono la pantera la Sorella Pantera

Sabato 3 aprile 2021 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

L’unico rimedio è ingaggiare san Francesco, sapete?, quello di fratello Lupo. Quello che gli ordinò di non far del male agli abitanti di Gubbio. Tutto, purché la si faccia finita anche con questa pantera di Puglia. Sorella Pantera. Se ne va in giro tutta nera con occhi nella notte che sembrano led e due incisivi e due molari di mezzo metro ciascuno. A Bari fa una passata dall’ospedale Di Venere ma capisce che là non è aria neanche per lei e gira i tacchi, anche se il primario sbarra sùbito i reparti. Ma poi, zona rossa o gialla che sia, in tre mesi si fa da Locorotondo a Castellana, da Turi ad Adelfia, quindi Acquaviva e di nuovo Adelfia, da Valenzano alla passeggiata fra i palazzi della periferia barese di Loseto-Carbonara-Loseto, quindi Gioia del Colle, Sammichele, di nuovo Adelfia, zona stadio san Nicola a Bari (luogo al momento sfigato per tutti), Modugno, Palo fino al triangolo Grumo-Cassano-Altamura e limite del parco nazionale dell’Alta Murgia. E meno male che le notti erano fredde e doveva sistemarsi da qualche parte. Ma con i 40 chilometri al giorno di cui è capace, alla maratona di New York si sarebbe fatto un boccone di tutte le gazzelle keniane, quelle che vincono senza neanche respirare.

 UMANI, NO GRAZIE Nonostante la caccia di cronisti che sanno tutto di lei, non è che sia una tipa che faccia sapere molto di sé. Avrebbe 10 anni, insomma mezza età visto che la loro media è fra i 15 e i 16. Peserebbe fra i 55 e i 60 chili, sarebbe un maschio, non avrebbe unghie e camminerebbe controvento per farsi arrivare nel naso l’odore delle prede. Ma più che aver paura di lei, un branco di cani randagi o di lupi che la beccasse si farebbe lei cruda e senza sale. Lei che va per uccelli o carne di gallina o tacchino, come quella che le hanno fatto trovare per esca. E pare che uno le basterebbe per tre giorni, altro che umani che chissà cosa combineranno con l’agnello a Pasqua. Amerebbe i casolari umidi, pare che le siamo piaciuti molto i trulli, magari una vacanza questa estate. E quanto all’uomo (o alla donna) in carne e ossa, pare che non siano il suo pasto preferito. E che sia piuttosto timida, anche se i sindaci hanno proibito jogging e biciclette quando è stata segnalata dalle loro parti. Perché puoi dire quello che vuoi, ma non è neanche un gatto.

 Non essendo arrivata su un gommone (figurati Salvini), sarebbe stata abbandonata dal proprietario, perché ora va molto l’esotico in casa. E quindi non avrebbe molta pratica di mondo circostante, che magari non immaginava un tantinello addirittura più feroce di lei. Certo che se la incontri, sarebbe sconsigliabile un selfie. E la Protezione animali dovrebbe difenderla dall’accusa di essere una leggenda metropolitana, come il mostro di Loch Ness segnalato spuntare dal lago scozzese a ogni inizio estate, quando, si dice, i giornali non hanno molto altro da dire. O come i coccodrilli dalle fogne di New York. Secondo la stampa internazionale che le ha fatto fare il giro del mondo, a mollarla sarebbe stato qualche boss mafioso alla Gomorra. Quelli che le acquistano in un florido mercato clandestino e le esibiscono come bandiere della loro imbecillità: mi sono fatto la pantera.

 FILM PREFERITO Non ne parliamo degli odiatori da tastiera. Vilipesa su Facebook dove è chiamata Tatiana, professione “spaventatrice”, nata in Sudafrica e post tipo: “Ho fame, vi osservo. Salve prede, come va?”. Oppure “consigliatemi un paese pugliese dove si mangia bene, possibilmente carne. La notte si avvicina”. O altre genialate tipo “non siete soli, la pantera è qui vicino a voi”. O ancòra “pantere si nasce, siate feline nella vita”, che non fa ridere neanche i polli anche per un conflitto di interessi. Più Dolce&Gabbana che l’avrebbero sfruttata per la loro collezione “Pantere sinuose manto setoso”. O il sindaco di Bari che girerebbe con un panzerotto in bocca non sapendo che le fa male il fritto. E una serie di accuse da diffamazione come quella secondo la quale di un asinello non sarebbero rimaste neanche le orecchie dopo averla incontrata.

 In attesa del “metodo san Francesco”, ora si affidano a cerbottane con dardi anestetizzanti. O a cani molecolari usati anche quando si cercano persone scomparse. O addirittura a droni ed elicotteri. Tra grotte, cave, terreni incolti o alberi, su uno dei quali sarebbe balzata come un felino dopo essersi pappato ciò che le avevano lasciato sotto. Il fatto è che se continua ad essere uccel di bosco (si fa per dire) magari può morire di fame o broncopolmonite perché un po’ freddolosa. E il fatto è che deve subire anche l’onta dei negazionisti, i quali ricordano che una pantera è stata segnalata anche l’anno scorso a San Severo. Che di una pantera si parla un anno sì e uno no. E, visto, come detto, che non superano i 15 anni, o è capitata una Matusalemme, o stanno per girare un’altra serie tv in Puglia. Cosa si fa per rincretinire.