06/02/2021
Voglio la peggio vita che si può. Sùbito

Sabato 30 gennaio 2021 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

Sì, voglio proprio cambiare vita. Lo diciamo sempre, solo in pochi prima o poi lo facciamo. Ti svegli la mattina e ti devi preparare di corsa per andare al lavoro. Mai un giorno che possa rimanere a casa. Giù al bar a prendere cappuccino e riccia, sempre tanta gente che ti sta addosso. E quello che vuole fare la chiacchiera su Inter e Juventus, e quello che basta con queste tasse, e quello che con questa umidità mi fanno male tutte le ossa. E che deve dire la signora che deve accompagnare i bambini a scuola?, a parte che dove parcheggi. E li vedi entrare tutti insieme, accalcarsi fra loro, sembrano attaccati col bostik. Ci vorrebbero degli anziani che li sorvegliassero, uno alla volta invece dell’assalto a Fort Apache.

 GRUPPETTI AL BAR Vai in ufficio e questi open space li hanno inventati per respirarsi addosso. Sì, è vero, ti fai compagnia, ma ti devi mettere i tappini perché sta sempre quello che crede di stare al mercato del pesce. Altro caffè alla macchinetta e si avvicinano all’orecchio per dirti, ma solo a te mi raccomando, che quello se la fa con quella, che il capo qui fa il capo ma la moglie lo tratta da pezza da piedi, che se non ci pagano lo straordinario gli piantiamo uno sciopero perché sopra a noi fanno un sacco di soldi. Meno male che arriva la pausa pranzo,  puoi andare in gruppetto al ristoro qua sotto, almeno ti prendi un po’ di sole al tavolino mentre ti fai l’insalata. E poi è l’unico momento in cui non ci sta quel traffico con l’inquinamento, ma cosa avranno da girare di qua e di là in questa città.

 Andare a prendere i bambini da scuola, baci e abbracci con le altre mamme e poi ce la prendevamo con i piccoli che sembrano tutti bertucce. E strette di mano con gli altri papà che se fossero baci e abbracci chissà cosa devono pensare. Ti fai l’aperitivo verso le cinque, lo spritz è proprio buono ma ho scoperto un vino bianco frizzantino che te ne fa andare. La sera sei stanco, ci siamo visti ieri sera con Franco e Lella, abbiamo un invito di Roberta e Bepi. Ma non è che puoi fare sempre tardi ché poi ti devi alzare presto e la movida la fanno i giovani che se non arriva mezzanotte non si ritirano.

 CINEMA E PIZZA Il sabato sera, c’è quel film che dicono che è buono, sabato scorso siamo andati a teatro con Angela e Ciccio ché quest’anno è davvero interessante la stagione di prosa. Abbiamo preso anche la lirica ma certe volte la fanno lo stesso giorno e dobbiamo stare a cambiare il turno anche se pure l’opera è sempre piena. Dopo, la pizza o lo spaghetto, se non ci sei mai stato vai al Fornello che fanno delle bombette delicatissime ma devi prenotare perché anche lì sembra che abbiano lo zucchero, il sabato sera escono tutti anche se dicono che c’è la crisi. Poi il cornetto anche se sta sempre la coda, ma cosa ti devo dire, si scioglie in bocca.

 Senti, poi la domenica se non fai qualcosa va a finire che ti metti a pranzo  e addio. E’ vero che andiamo da mamma, certe volte siamo in dieci ma dice che se non ci vediamo quel giorno quando ci vediamo, perché loro fanno vita sociale, altro che anziani, fra burraco e ballo. Ma una volta andiamo ad Alberobello, una volta a Matera, mica ce li hanno gli altri ‘sti posti così. Oppure in bicicletta, domenica scorsa abbiamo fatto il <nordic walking>, eravamo in venti, sai quella cosa che si cammina con le racchette da sci e si mette in moto tutto. Sempre se non portiamo i bambini a vela o al calcetto. Poi adesso fanno tutto in tv, ma allo stadio ci vado lo stesso, anzi da un po’ viene anche Adriana. Ti devo dire che in mezzo a tutti gli altri è proprio un’altra cosa, mi sono comprato anche la tromba ma non fare lo str…o, non lo dire a nessuno.

 STRADE AFFOLLATE Però sai che ti devo dire, non è l’età, ma certe volte ho proprio voglia di fermarmi, e lo dice pure Adriana, sempre correre, sempre avanti e indietro, cambiare un po’ vita. Città meno incasinate, basta con questi giovani a fare chiasso davanti ai bar, se un sabato non andiamo al cinema e alla pizza non è la fine del mondo, fanno certe serie su Sky o Netflix. E questa gente sempre davanti, i negozi sempre pieni, e non ti dico gli Ipercoop. E l’estate che devi per forza farti il viaggio, e addossati in queste spiagge quando è così bello lo scoglio per conto tuo. Solitudine cerco, ecco, non conosco nessuno, non parlo con nessuno, non incontro nessuno, mi sto a casa mia che è meglio. Vorrei che fosse una quarantena come se ci stesse un virus, che bello. Magari, ma tanto per dire, con le mascherine, il distanziamento, i cinema chiusi, i teatri anche, le partite senza pubblico, al lavoro senza andarci, e a scuola neanche, i negozi bui, coprifuoco alle 22, gelo.

 Questa sarebbe vita, altro che libertà. Anche se c’è il solito nostalgico a dire che si stava meglio quando sembrava che si stesse peggio. Dice che vorrebbe solo vita e basta, proprio come se ora non ce l’avesse più. Infatti.