21/05/2021
Voglio una vita senza candeline

Sabato 15 maggio 2021 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

L’ultima fresca fresca è stata la “Festa della mamma”. Impossibile ignorare la festa della mamma, come si fa per una mamma? E anche in tempi di Covid nessuno ne ha avuto scampo. Niente ristoranti, niente adunate casalinghe che eravamo almeno in quindici, niente visite se no pare brutto, niente nipoti tumultuanti. Ma in azione tutto l’armamentario dei WhatApp, delle videochiamate, degli Skype. E in trincea tutta l’industria delle torte, dei mazzi di fiori, del pensierino, delle vetrine dedicate, delle pagine sui settimanali alla continua ricerca di novità, pensa tu. E quella delle maestre dell’asilo e della scuola per l’infanzia. Capaci di istigare a tutto con i lavorini, i cuoricini, le canzoncine, le poesie, i “ti amo” dei bambini che hanno ancòra l’età per dirlo senza impegno non sapendo che rogna in futuro. E lo tsunami social di mamme esibite come trofei e un “pochito” imbarazzate (come direbbe Checco Zalone).

 ORGIA DI RICORRENZE Ma la mamma è l’irrinunciabile, è la fuori quota. E al papà neanche una moina pur in tempi in cui i maschi sono capaci di meritarsi tutta la cattiva stampa che hanno? Con tutto il filosofeggiare sulla figura del padre che ci mancherebbe e per questo piace papa Francesco che sembra il papà buono di tutti, per la verità anche giustamente incazzuso perché quando ci vuole ci vuole. Ma i nonni, ce li vogliamo giocare così? E non li vogliamo festeggiare con la recita? E via anche qui con i like  e i post, non mi dire che hanno ottant’anni, non ci posso credere, ad arrivare io come loro. E i nonni che, sarà appunto per l’età anche se non sembra, sono un “pochito” permalosi, e mai sia non te ne ricordi.. Non hanno inventato ancòra la festa dei nipoti, forse perché sul calendario non c’è più un giorno libero. Lo si potrebbe fare cumulativo, chessò, con la festa del cane, anche se potrebbe essere presa male dai cani, sempre questo umanocentrismo.

 La società delle ricorrenze è implacabile, partendo da quelle “basic” degli onomastici anche se hai il brutto nome di Pasquale. E dai compleanni capaci di tutto quando dovresti pensare che ti sei giocato un altro anno, altro che. Con festeggiamenti da Guiness dei primati nella scala societaria basata sul numero degli invitati e su quello degli auguri specie Facebook. Quando il giorno dopo si scrive avrei voluto ringraziarvi uno per uno, ma siete tanti, proprio tanti detto come un orgasmo. E l’anniversario di matrimonio che fa tanto figo festeggiarlo anche a matrimonio sfasciato, siamo rimasti amici, sai? Più l’anniversario di separazione, anzi c’è una top azienda pugliese che ha fatto anche la bomboniera  della separazione con due calamite smagnetizzate che non si attraggono più. E primi dentini, battesimi, prime comunioni, cresime, maturità, lauree, addii ai celibati. A parte la routine dei Natali, delle Pasque, dei capodanni, dei lunedì dell’angelo, delle feste patronali, c’è chi fa gli auguri anche per ferragosto.

  MONETA CATTIVA Sostengono quelli con gli studi che la bulimia di “special days” (come dicono gli inglesi) si traduce in anoressia di interesse. Insomma, sostengono a loro volta gli economisti, la moneta cattiva scaccia la buona. Infine, sentenziano i vecchi, la quantità va a danno della qualità. Sarà come sarà, è più facile che Draghi balli la lap dance, più che noi ce ne dimentichiamo uno. Ce li abbiamo tutti segnati sul calendario in cucina. Un tempo la festa spezzava la fatica dei giorni, ora la festa l’aggrava. Il grande sogno è una vita senza candeline.