30/07/2021
Basta Invalsi e chiedete scusa alla scuola del Mezzogiorno

Venerdì 16 luglio 2021 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

Ma quando la finiremo con questa commedia dell’Invalsi? Ogni anno i Savonarola scendono nelle scuole ed emettono la sentenza. Un disastro. Anzi questa volta ancòra peggio, perché c’è la didattica a distanza da mettere sotto accusa. Uno studente su due alla maturità ne sapeva quanto alla terza media. Italiano, matematica e inglese sotto il minimo della decenza. E, ovvio come il solleone d’estate, Sud peggio di tutti. A cominciare da Puglia e Campania, le regioni nelle quali i ragazzi sono stati di più a casa con la Dad. Addirittura il 16 per cento ha abbandonato prima della maturità e del diploma: si chiama dispersione. Insomma, scuola ancòra bocciata.

 Siccome non è la prima volta che avviene, e non è la prima volta che è il Sud a fare la figura peggiore in un Paese che non ne fa una granché migliore, allora uno si aspetta una conclusione. Interveniamo perché la situazione migliori. Interveniamo perché i censori dell’Invalsi non si debbano sempre tirare i capelli per la situazione, poverini. Interveniamo perché la scuola non si debba sempre coprire la testa di cenere. Invece niente, assolutamente niente. La scuola italiana continua a essere la meno finanziata d’Europa. I professori italiani continuano a essere i peggio pagati d’Europa. Il Sud continua a essere la vergogna di un’Italia che non è che nelle altre regioni vinca l’Europeo come Chiellini e compagni. L’anno prossimo, altro giro, altra corsa. Appunto: commedia all’italiana.

 Con un afflato di onestà intellettuale, così, fra le righe, l’inesorabile rapporto rileva che le cose vanno peggio nelle famiglie in condizioni economiche disagiate. Ma guarda, non sarà soprattutto al Sud? E non sarà che dal Sud mantenuto come l’area più vasta e popolosa di ritardato di sviluppo in Europa, si pretenda che partorisca studenti fenomeno? Sud i cui studenti alla fine della scuola media è come se avessero fatto un anno in meno dei colleghi del Nord. Non perché più stupidi, anche se a qualcuno piacerebbe dirlo. Ma perché un bambino del Sud nasce sfortunato. Avrà meno asili nido, meno scuole per l’infanzia, meno tempo prolungato, meno mense, meno scuolabus, meno biblioteche, meno aiuti in casa, meno lezioni private, più classi numerose a Vibo Valenza che a Brescia. E perché? Perché al Sud così è con uno Stato dai figli e figliastri. Che dà a chi più ha e toglie a chi meno ha.

 Ma all’Invalsi non interessa. L’Invalsi scende e colpisce. Poi se la veda lo Stato, che non se la vede. E poi questa volta la Dad. Con gli ineffabili presidi che sparano su quei cattivoni dei governatori delle Regioni (a cominciare da Puglia e Campania) che non hanno voluto fra andare i ragazzi a scuola. Mentre un’altra metà di presidi dicevano che con quei livelli di virus sarebbe stata una follia far andare i ragazzi a scuola. Anzi addirittura in Puglia sono nate un’associazione di famiglie anti-Dad e una di famiglie pro-Dad. Curva Sud e Curva Nord. Di fronte alle quali un governatore che fa? Trasforma la Dad in Did, didattica integrata a distanza, cioè chi vuole va in aula, che non vuole resta a casa. Una non-decisione? E allora vai a mettere d’accordo la Curva Sud e la Curva Nord. Con l’altro piccolo particolare che riguarda il bambino sfortunato per essere nato al Sud: meno computer in casa. Ma questo non interessa l’Invalsi né tantomeno il virus, che fa di testa sua.

 Corsi di recupero estivo? Vade retro, giù le mani dalla scuola, presidio di autonomia e democrazia. Anche perché, caldo a parte (e aria condizionata anche), chi li paga gli insegnanti? E ora che siamo a luglio quando si può proclamare ciò che si vuole, la parola d’ordine è una sola: mai più a settembre in Dad (senza che nessuno dica meno male che c’era). A cominciare dall’ultimo ministro dell’istruzione, ministri che cambiano più del tempo a primavera e ciascuno si porta dietro una riforma che riforma la riforma precedente. Perché con la cultura non si scherza anche se la si maltratta più di un immigrato in un campo di pomodori. Mentre in questa quadriglia nessuno va a chiedere alla variante indiana che intenzioni abbia per l’autunno.

 Ma l’essenziale è che ciascuno faccia la sua parte. L’Invalsi condanna. L’opinione pubblica si scandalizza. I giornali stigmatizzano. Il ministro si impegna (forse). I ragazzi  senza competenze. Il Sud è il solito Sud (per il quale da vent’anni non si calcola il livello minimo di diritti così lo Stato può continuare a tenerli sotto quel minimo). Con un’unica certezza: arrivederci al rapporto dell’anno prossimo.