28/02/2021
Da 50 sindaci < sfida > a Draghi: dateci i fondi e il Sud riparte

Venerdì 26 febbraio 2021 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

Eh, sì, in Italia bisogna combattere l’evasione fiscale. Eh, sì, ci vuole una riforma della giustizia. Eh, sì, bisogna cambiare questa pubblica amministrazione. Eh, sì, occorre snellire la burocrazia. Eh, sì, con questa sanità non si può morire soltanto. Eh, sì, si deve premiare il merito altro che raccomandazioni. Eh, sì, ci vuole un sistema elettorale serio. Eh, sì, bisogna finirla con gli incentivi che tengono in vita aziende già decotte. Eh, sì, alla Rai si deve smetterla con lo strapotere dei partiti. Eh, sì, non possiamo continuare ad andare in vacanza tutti ad agosto. Eh, sì, si deve dare alle squadre di calcio il tempo per crescere invece di cacciare sùbito l’allenatore. Eh, sì, non si può mandare in Parlamento il primo che si incontra per strada. Eh, sì, non se ne può più di certi <talk show> televisivi. Eh, sì, mica il Festival di Sanremo è intoccabile anche col Covid. Eh, sì, in questo Paese ci sono troppi partiti. Eh, sì, spazziamo via questi politici che stanno sempre a litigare. Scusi, ma se lo diciamo tutti e sempre, perché non si fa mai ciò che diciamo tutti e sempre?

 VA BENE, MA Bisogna combattere l’evasione fiscale? Ma vadano a vedere chi sono i veri evasori. Ci vuole una riforma della giustizia? Ma giù le mani dall’indipendenza dei magistrati. Bisogna cambiare la pubblica amministrazione? Ma a nessuno venga in mente di dire che gli statali non lavorano. Occorre snellire la burocrazia? Ma se la prendano con chi fa le leggi non con noi. Con questa sanità non si può andare avanti? Ma vadano a vedere in che condizioni operano medici e infermieri. Si deve premiare il merito? Ma se non ti raccomandi vedi sempre gli altri andare avanti. Ci vuole un sistema elettorale serio? Ma non c’è sistema migliore del proporzionale anzi il maggioritario altrimenti vincono quelli. Se non mi aiutano l’azienda, se la tengano loro la gente che licenzio. Fuori i partiti alla Rai ma nessuno è al di sopra delle parti come il direttore che ci metto io. Non bisogna andare in vacanza tutti ad agosto ma a settembre le spiagge chiudono anzi le spiagge chiudono a settembre perché vanno in vacanza tutti ad agosto. L’allenatore non deve essere il capro espiatorio ma ci vuole una scossa all’ambiente. Il livello del Parlamento si è abbassato perché hanno eliminato i partiti che nessuno voleva più perché basta con questi partiti che stanno sempre a litigare. Nel <talk show> televisivo io non l’ho interrotta ma se lei dice bugie non significa che io l’interrompo. Sanremo non sarebbe Sanremo senza pubblico ma non si venga a dire che allora si devono riaprire tutti gli altri teatri.

 ESEMPIO, LA SCUOLA Per chi non l’avesse capito, gli italiani sono sempre gli altri. Metti, tanto per dire, la scuola. Con la premessa che se vuoi perdere l’amicizia con tutti, mettiti a parlare della scuola. Non se ne è trovato uno neanche a pagamento che benedicesse la didattica a distanza (da ora in poi Dad). Manca il rapporto diretto con i ragazzi. C’è sempre il rischio che decada l’attenzione. Non tutti i ragazzi dispongono di un computer. A casa ci vorrebbe una stanza solo per loro. I ragazzi hanno bisogno di stare in aula insieme agli altri. La socializzazione è importante quanto l’apprendimento. Per i docenti è una doppia fatica, specie se ne hai metà in classe metà a distanza. Questa Dad è una privazione che rischia di ripercuotersi in futuro. E poi sono state già rilevati ritardi nell’imparare, soprattutto in matematica e in lettura. Con la necessità di recuperare, come già l’anno scorso hanno fatto in Francia, Inghilterra, Olanda.

 PANNICELLO CALDO Da quando Draghi è stato incaricato di fare il governo avrà detto tre parole, comprese grazie e buongiorno, manco fosse Pirlo sulla panchina della Juventus. Si è solo sprecato per far sapere che la scuola potrebbe continuare per tutto giugno proprio per aiutare chi è rimasto indietro. Insomma a fin di bene. Non sono tutti convinti che il futuro dell’Italia dipende soprattutto dalla scuola? Apriti cielo. L’80 per cento dei docenti è già al divorzio col salvatore della patria. Giugno a lezione è una tortura. Pensino piuttosto in quali condizioni disastrate ci hanno ridotto. Due settimane in più sono solo un pannicello caldo, anzi asfissiante. Il problema non sono quelle due settimane in più, ma la scuola degradata e abbandonata. E’ un’ipocrisia. Vogliono affossare l’autonomia scolastica. Ciascun istituto si regoli per proprio conto come le Regioni col rosso, l’arancione, il giallo. Ma noi il programma lo abbiamo completato, chi ha detto che siamo indietro? Questo è il ringraziamento per i nostri sacrifici? E si rendono conto di quanto ci pagano? Vogliono negare quanto abbiamo fatto finora.

 Possibile che abbiano ragione insegnanti e presidi. Sicuro che Draghi abbia capito velocemente l’aria. Gli italiani sono sempre gli altri. E se c’è un problema, c’è sempre ben altro.