12/04/2021
Ecco come il Nord trucca le cifre contro il Sud

Venerdì 9 aprile 2021 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

Quando si dice che la storia si ripete. Sono bastate le 2800 assunzioni previste nei Comuni del Sud per scatenare una campagna di menzogne dal Nord. Una serie di dati falsi e una pretesa di essere virtuosi con cui hanno sempre ottenuto di più dicendo che il di più andava al Sud. Così si sono create le due Italie. Eppure questa volta è stato proprio un ministro veneziano come Brunetta a dare le cifre vere e a rispondere a muso duro. Con la ministra del Sud decisa e precisa come pochi altri. Ma lamento dei ricchi come tattica per strappare il grosso dopo. Tanto che i cinquecento sindaci del Recovery Sud hanno scritto alla presidente dell’Unione europea, von der Leyen, chiedendole di blindare a favore del Sud il 70 per cento dei 209 miliardi che arriveranno. Un “vincolo di destinazione” sulla quota che del resto la stessa Unione aveva stabilito.

 Le 2800 assunzioni di giovani tecnici al Sud sono solo un tocco di cipria. Comunque una boccata d’aria tenendo conto che la percentuale maggiore dei progetti per il Recovery sarà gestita dai Comuni. E al Sud la maggior parte dei dipendenti non sono tecnologici soprattutto perché più anziani. E sono meno del necessario. Con la reazione immediata di sindaci piemontesi e veneti, cui ha dato voce quello (leghista) di Treviso. Siamo noi in condizioni peggiori. Proprio noi che siamo così bravi (al contrario, ovviamente, dei meridionali) non avendo mai assunto una persona in più. E ora questo è diventato un boomerang. Tacitato sùbito dal corregionale Brunetta: le Regioni del Nord hanno per le “funzioni locali” un numero medio di addetti per mille abitanti di 7,3, quelle del Sud di 6,1. E il blocco delle assunzioni ha colpito soprattutto gli enti locali del Sud. Dati della Ragioneria generale dello Stato, non propaganda. Ecco perché il “bando dei cento giorni”.

 Un bando che è una conquista per tutti, lo volete capire?, ha aggiunto la Carfagna. Qual è l’alternativa alla “scommessa sul Sud”? Esiste altro modo per irrobustire una ripresa ora esangue perché affidata solo alla locomotiva del Nord? E poi, chiaro come un mattino d’estate: è proprio per dare i mezzi finora negati al Sud che l’Europa ha concesso all’Italia la quota più alta di finanziamenti. Con un Sud cui si facesse giustizia l’Italia “sarebbe un gigante europeo, oltreché un Paese bellissimo a tutte le latitudini”. Particolare: scritto papale papale al maggiore giornale del Nord. Mentre solo qualche giorno fa Massimo Deandreis, direttore del centro studi collegato alla banca Intesa San Paolo, ha confermato quanto avremmo potuto diventare una Germania. Sarebbe bastato che il Sud avesse potuto crescere del 2 per cento in più all’anno negli ultimi vent’anni.

 Sconcertante dire che a dare una mano al sindaco di Treviso sia stata la Cgil veneta: la Cgil non è più un sindacato nazionale? Conferma di un Pun, Partito unico del Nord, trasversale e universale. E meno male che a dare la sveglia anche a un Pd con troppi Bonaccini e Gori (Emilia&Lombardia) siano state le risposte ai questionari mandati dai circoli: sanità pubblica e fondi al Sud le richieste principali. E fondi Ue per colmare il divario col Nord e combattere la mafia. Quando parla la base e non i vertici.

  Ma non sono solo i 2800 giovani e forti. Non c’è settore in cui i dati sulla condizione di serie B in cui è tenuto il Sud non gridino al cielo. La sanità, per stare sulla notizia: ogni mille abitanti 12,1 addetti al Nord, 9,2 al Sud. Se così non fosse la Puglia (4,1 milioni di abitanti) avrebbe gli oltre 16 mila medici in più che le mancano rispetto all’Emilia (4,4 milioni). Ma anche la scuola, sempre stando sulla notizia: un professore ogni dieci alunni al Nord, uno ogni 13,5 al Sud. E 91 insegnanti in media in ogni scuola del Sud contro i 109 al Nord. Cosa ha da dire il sindaco di Treviso?

 Il divario è la somma di una lunga pervicace falsa informazione sul Sud che ha consentito di dare sempre più a chi più ha e meno a chi meno ha. Meno servizi e meno infrastrutture, proprio ciò che serve per non rendere più difficile ogni iniziativa. Altro che scarsa mentalità imprenditoriale, come se potesse spuntare per opera dello spirito santo. E Sud deprivato che diventa purtroppo alibi per chi più vuole essere assistito. Ovvio che i 2800 sono una cosa, le parole un’altra. Finché le parole non saranno solo pietre ma anche azioni. Ma mai al Sud 500 sindaci si erano mossi tutti insieme, mai il Sud aveva fatto sentire la sua voce così. E mai dopo la Cassa per il Mezzogiorno c’era stata un’occasione così. Ricordate?, quando sul Sud si puntò perché crescesse e il Sud fece crescere tutta l’Italia. Ricordiamo soltanto?