12/04/2021
Sud sviluppato affare per tutti. Perché il Nord rema contro?

Venerdì 2 aprile 2021 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

Domanda: perché il Nord si oppone a un Sud più sviluppato? Perché l’Italia deve rinunciare a un nuovo miracolo economico come quello degli anni ‘50 quando il Sud ebbe il reddito più alto della sua storia? Perché l’eliminazione di un divario odioso viene considerato un danno o un pericolo? Proprio mentre si deve decidere sui soldi del Recovery e c’è resistenza a dare al Sud il 70 per cento come la stessa Europa ha indicato. E mentre le due commissioni competenti di Camera e Senato hanno avvertito che ogni percentuale troppo bassa serve solo a mantenere l’attuale situazione: cioè il divario. Occorre una pressione come quella dei cinquecento sindaci del Sud. O come quella della società civile che ha sbloccato il decennale imbuto del binario unico fra Termoli e Lesina.

 In questi giorni cruciali uno studioso come Isaia Sales ha riproposto l’esempio della riunificazione delle due Germanie. Riunificazione che ha creato quel Paese più forte d’Europa che prima non c’era. Senza che nessuno si opponesse come avviene in Italia ogni volta che si ripropone il problema del Sud. Ignorando la Banca d’Italia (e non solo) che ha ampiamente dimostrato come un maggiore sviluppo del Sud vada a vantaggio dello stesso Nord quanto di tutto il Paese. Sia un affare per tutti. Convenga a tutti. Tranne a chi sul ritardato sviluppo del Sud ha costruito il suo sviluppo. Tranne a chi voglia mantenere privilegi e ingiustizie che il Paese non può permettersi. Tranne a chi è la dimostrazione che c’è questo Sud perché c’è questo Nord.

 Sono i governi che da almeno vent’anni non hanno calcolato per il Sud i Lep, Livelli essenziali di prestazione previsti dalla Costituzione. E cioè il minimo sotto il quale i servizi pubblici non possono andare, minimo sotto il quale invece tutti sono. Dalla scuola alla sanità, dai trasporti all’assistenza agli anziani. Per cui lo Stato continua a spendere 3500 euro all’anno in più per ogni cittadino del Centro Nord rispetto a uno del Sud. Spendendo con la cosiddetta “spesa storica”, non secondo i bisogni ma come si è sempre fatto. Per cui se una città non ha asili nido non significa che è stata discriminata ma che non ne ha bisogno e quindi non gliene daranno ancòra. Mentre a chi già ne ha si continua a dare perché significa che ne ha bisogno non che è stata favorita. Ovvio che se si dovesse fare ancòra così, significherebbe che si vuole appunto conservare un privilegio. E continuare a danneggiare il Sud anche a costo di danneggiare tutta l’Italia.

 Stessa cosa per le infrastrutture. Per le quali dal 2009 si attende una perequazione che consenta anche al Sud di viaggiare in un tempo in cui si progetta di andare addirittura su Marte ma si può andare in modo decente da Taranto a Reggio Calabria. Sono queste le campagne della “Gazzetta”. Compresa quella per la linea adriatica, dove c’è la beffa di un Frecciarossa che però deve andare col freno a mano. E la tenace battaglia contro il binario unico fra Termoli e Lesina che ha visto proprio in questi giorni la vittoria della Fondazione Isola che non c’è, esempio di società civile che vi ha a lungo combattuto. Il cantiere per il raddoppio dovrebbe partire da fine 2022, un tempo fin troppo umano visto a quanto di peggio siamo abituati. E che è un altro dei problemi che riguardano tutta l’Italia ma che ora viene preso a pretesto contro il Sud.

 Si sa che l’Europa ha posto il vincolo del 2026 per il completamento delle opere da realizzare con i fondi del Recovery. E sùbito si sono alzate non disinteressate voci per dire che, vedete?, al Sud non si potrà fare granché perché in cinque anni in Italia non si bituma neanche una strada. E invece il governo deve trovare tutti i mezzi d’emergenza (anche legale e burocratica) per evitare che non sia la solita occasione per far passare l’occasione. E continuare con le due Italie, una di serie A e una di serie B. Mentre si è sùbito levata la protesta del Nord contro le 2800 assunzioni (la metà del necessario) nei Comuni del Sud.

  E’ questo dolo permanente ad aver fatto del Sud l’area di ritardato sviluppo più ampia d’Europa. E’ per questo che l’Europa ha dato all’Italia la quota più ampia del Recovery. Per dire all’Italia che la giustizia fra territori è alla base stessa delle finalità di un’Unione che altrimenti si sfalda. Visto che l’Italia non ce la fa a capire da sé quanto un Sud più sviluppato farebbe un favore a tutti e non solo al Sud. L’Italia dei poteri forti che ci sta facendo diventare una piccola potenza di serie C per il suo egoismo suicida.