01/01/2021
Ma se elogiamo...la Bassitalia elogiamo tutta l'Italia

Martedì 22 dicembre 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

Da quaggiù al Sud, cari italiani, venite tutti anche se siete nati a Rovigo. E se facciamo l’<Elogio della Bassitalia>, facciamo in fondo l’elogio di tutta l’Italia. Grazie al Sud, e al suo Mediterraneo, la civiltà ha vinto sui barbari. E le tracce di tutto ciò che di quella culla rimane sono al Sud. Dal cristianesimo, al diritto, alla democrazia. E in fondo non è solo una battuta quella secondo la quale quando al Nord stavano ancòra sulle palafitte, Pitagora a Crotone inventava la matematica. Poi la storia ha portato gli emigranti del Sud a costruire i grattacieli di Manhattan, cioè ha fatto del Sud una terra dalla quale si doveva andare via per vivere.

 Il fatto è che quella storia matrigna è stata costruita da chi ha conquistato il potere ai danni del Sud. Non per nulla Mimmo Nunnari, autore del libro che di questi tempi osa elogiare il Sud, ci aggiunge <Con qualche invettiva contro il razzismo del Nord> (Rubbettino ed., pag. 82, 10 euro). Razzismo che imbaldanzisce anche una giornalista pugliese la quale parla di <Sud inferiore>, ma è la stessa autrice di un libro intitolato <Siamo tutti puttane> e amen.

 Così per interesse la Bassitalia è sempre stata raccontata con stereotipi, bugie, pregiudizi, ipocrisie. Così il Sud, dall’unità in poi, è stato ridotto a <granaio di voti> e mercato di consumo. Mica potevano essere d’accordo col regista tedesco Wim Wenders il quale va in Calabria e dice: <Qui, per la prima volta, ho davvero visto un mondo migliore>. E vai a spiegarlo agli altezzosi del Nord che è da Ulisse che nascono l’Occidente e il suo pensiero, e nasce anche il Nord delle nebbie e dei capannoni industriali. E se colonizzazione quella greca fu, fu fertile e senza eguali nella lunga avventura dell’uomo, altro che colonizzazione da Italia mai veramente una.

  Tutta questa bellezza è ancòra il tesoro della Bassitalia. Ma non solo cimeli e colonne di templi. Anche e soprattutto il patrimonio vivo e fiorente di un senso dell’esistenza e di uno stile di vita ricercati da chi li ha altrove perduti. Questi non erano luoghi marginali, anzi. E la <Chanson d’Aspremont>, riesumata recentemente da un libro della studiosa Antonella Musitano, dimostra che fu qui l’estremo baluardo continentale contro i Saraceni. Qui la <sentinella di pietra>. Qui la seconda nascita dell’Europa e dell’Italia. Qui l’originario spirito dell’Occidente. Qui la riconquista di quell’umanesimo che ha esaltato il valore e la dignità di tutti.

 Finché l’egoismo miope dei ricchi ha creato l’Alta Italia e la Bassa Italia non solo geografiche. Ha inventato il Sud non più mito della universale cultura classica ma il Sud <zavorra> perché così faceva comodo. Nunnari ci offre pagine di fascino assoluto sul Sud a fronte di pagine desolanti su ciò che ha potuto l’odio <padano>. Ma forse con un difetto di traduzione di ciò che non è e non è stato solo folklore.

 La narrazione di un Sud brutto sporco e cattivo è stata la premessa di politiche che hanno fatto passare il Sud da modello storico all’avanguardia a <zona sacrificata> all’interesse altrui. Un’anomalia. Vi fermiamo per consentire a noi di correre meglio. Vi sottomettiamo tanto poi qualcosa sgocciolerà anche per voi. Perciò si può pure dire con Nunnari che <nella terra del male sta la salvezza>. Si può pure dire che bisogna riconciliare l’Italia nell’interesse di chi crede di poter fare da solo sottomettendo gli altri. Si può pure dire che bisogna avviare una grande <operazione verità> per evitare una guerra civile <non auspicata ma possibile>.

 Ma non è questione solo di buona volontà reciproca o di strette di mano. Bisogna rispolverare un termine forse arcaico come <lotta>, che non è un pranzo di gala. Per far ripartire il Sud e rimettere in moto il Paese immobile. Se vogliono sapere come farlo, vengano nella Bassitalia dove avranno ancòra tanto da imparare. Elogio a parte.